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Carabiniere sodomizzato dal boss
Data: 18/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69
... aprirti la rosellina e farti diventare troia. Perché vedrai che poi vorrai rifarlo e rifarlo sempre. Chi prova il cazzo in culo non ci rinuncia più”. “E tu l’hai mai provato?” gli dissi sfacciatamente. Si arrabbiò. Mi prese per il collo con una mano sola quasi a soffocarmi. “Come ti permetti, piccolo stronzo. Deve ancora nascere chi tenterà di mettermelo dietro e, se ci proverà, avrà vita breve. Io li spacco i culi e basta”. Me la sono vista brutta ma, per fortuna, si è calmato subito. Ho deciso di non dire altro che avrebbe potuto ferire il suo ego e farlo scatenare, altrimenti non ne sarei uscito vivo. E non solo me la sarei dovuta vedere con lui, grande e grosso com’era, ma era presente anche l’altro, che non era da meno. Se ne stava lì a guardarci massaggiandosi il pacco di tanto in tanto, per sistemare meglio l’attrezzo che dava evidenti segni di voler esplodere fuori della patta. Per fortuna Pasquale ha ricominciato a sorridere e ad accarezzarmi. Si è sdraiato sul letto di traverso e mi ha fatto salire carponi, indirizzando la mia testa verso il suo palo svettante. Era una meraviglia della natura. Rigido, leggermente curvo all’insù, nodoso di vene. Sotto gli pendeva uno scroto grosso proporzionato al membro, peloso. Ma il pelo, rosso, era ovunque: sul torace, sulle braccia, sulla schiena, sulle gambe fornite di larghe cosce ben tornite, sulle mani. Non ne aveva in testa ma compensava la folta barba. “Comincia a leccarmi le palle. Tira fuori la lingua ben ...
... insalivata e lecca”. Feci finta di essere indeciso ma ne avevo una voglia pazzesca. “Che aspetti! Lecca. Fai come ti ho detto”, disse in tono perentorio. Mi sono sistemato tra le sue gambe e mi sono abbassato tra le cosce. Sono stato subito inebriato dall’odore virile. Ho perso la testa, non ho più potuto fare finta di non volere e mi sono immerso a leccare in quel posto intimo, odoroso, umido, peloso. “Mmmmm, che bravo! Che bravo ragazzo che sei. Hai subito capito come si fa. Secondo me ne avevi voglia”. Era vero. Quando ormai lo scroto era tutto lavato, sono salito lungo la nerchia dura e saporita fino alla cappella, che ho imboccato senza aspettare il suo invito. Il tutto fatto lentamente, per avere il tempo di assaporare bene ogni millimetro di calda pelle. “Ahhhzzo. Ci sai proprio fare, porca zozza”. L’ho ficcato tutto dentro fino ad arrivare, con le labbra, alla base, immersa nel pelo più folto e profumato. Qualche secondo fermo e poi ho cominciato a salire e scendere facendo roteare, nel contempo, la lingua attorno. Qualche pompa e poi di nuovo in fondo, coprendolo di saliva schiumosa. Intanto gli tenevo in mano e gli massaggiavo delicatamente la sacca dei coglioni. “Porca troia. Sei troppo bravo”. Mi ha afferrato per i capelli e mi ha allontanato la testa da quel frutto per me fino a quel momento proibito. “Così mi fai venire subito. Non posso credere che è la prima volta che lo fai”. Annuii con la testa, mi liberai la gola dalla saliva, ...