1. Baciami ancora


    Data: 15/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Bsx_930, Fonte: Annunci69

    Le sue labbra sfiorarono le mia.
    
    Faceva caldo. Molto caldo. Il vino era stato versato da più di una bottiglia, le risa oramai erano andate perse nella notte.
    
    Eravamo io e lui, il caldo estivo ci faceva da cornice.
    
    Sembrava una fiaba.
    
    Le sue labbra si strusciavano al mio collo. Le mie mani correvano lungo la sua schiena.
    
    La stanza, illuminata solo dalla luce della luna, era il luogo perfetto.
    
    Mi baciava il petto, mentre con le mani scendeva lungo la vita facendomi il solletico.
    
    Era tutto perfetto.
    
    Cominciò a baciarmi il petto, alzò lo sguardo, con quei suoi bellissimi occhi azzurri, mi guardò. Riuscì a vederlo, quella poca luce ci bastava.
    
    Continuò a baciarmi scendendo vero quelle cazzo di mutande che dovevano volare già da venti minuti.
    
    Arrivò al bordo delle mutande e si alzò.
    
    Mi baciò intensamente, poggiò la testa contro la mia e poi rise.
    
    Scoppiai a ridere con lui. L’alcool della serata faceva il suo effetto.
    
    Riprendemmo a baciarci mentre lui si strusciava col suo pacco, ancora dentro le mutande, contro il mio.
    
    Lo presi per i capelli. Stavamo ansimando. Sentivo il cuore battere a mille. Lo baciai ancora per poi staccarmi.
    
    Quei cazzo di amori dei diciotto anni. Sono i più sinceri che mai potrai avere. Lui non mi disse mai cose sdolcinate come “Ti amo” o cazzate del genere, mai. Me lo dimostrava, quando eravamo per strada e non si preoccupava a tenermi la mano. In motorino, quando cercava le mie mani che lo stringevano da ...
    ... dietro. A ballare, quando tutti cercavano una ragazza con cui finire la sera, noi ci trovavamo sempre.
    
    Lo girai sul letto e gli salì sopra. Poggiai una mano sul suo petto, il cuore gli batteva più forte che mai. Gli presi la mano nella mia e la strinsi mentre lo baciavo.
    
    Con l’altra mano libera scesi fino alle sue mutande. Lui comunque era timido in quei suoi riccioli biondi.
    
    Entrai nelle sue mutande senza tante pretese e afferrai quel cazzo sodo e giovane che tanto desideravo.
    
    Cazzo se lo desideravo. Avrei venduto l’anima al diavolo se solo me l’avesse chiesta. Per me quel cazzo era come l’oro per gli spagnoli nelle loro invasioni in America.
    
    Lui sussultò. Era la terza volta, forse, che scopavamo.
    
    Cazzo. Fosse stato per me, avremmo scopato come ricci ventiquattro ore su ventiquattro.
    
    Infilai la lingua nella sua bocca e mi attirò a se spingendomi con la mano.
    
    Nel mentre la mia mano lavorava il suo cazzo.
    
    Mi staccai da lui togliendo la mano dal cazzo. Sputai sulla mia mano e scesi nuovamente sulla sua cappella appena fuori dalle mutande oramai bagnate.
    
    Poggiai la mano bagnata su quella cappella rosa.
    
    Lui sussultò affondando la testa nei cuscini del letto, sussurrando solo “Cazzo”.
    
    Cominciai a massaggiarlo e lui, cominciò ad ansimare allargando ancor di più le gambe.
    
    Mentre massaggiavo il suo cazzo, cominciai a strusciare il mio alle sue palle.
    
    Con le gambe mi circondò e strinse a se, come a dirmi “Scopami. Sono tuo”.
    
    Sentivo il cazzo ...
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