La visita dal ginecologo
Data: 11/04/2022,
Categorie:
Etero
Autore: Jimpoi, Fonte: RaccontiMilu
... mano e balbettai qualche scusa. ‘Lasciami lavorare’, mi disse con tono quasi di rimprovero tornando a palparmi il seno. ‘Se così a riposo, chissà da duro com’è’, pensai. Michele continuava a palpare professionalmente, ma mi sembrò che continuasse più a lungo del solito. Guardai di nuovo verso il suo cavallo e notai che il rigonfiamento era aumentato. Ormai ero eccitatissima: allungai di nuovo la mano verso di lui e lo sentii duro stavolta. Michele non si ritrasse più, ma disse: ‘Non dovresti toccare lì’. ‘E tu non dovresti avercelo duro’, risposi io, gli tirai giù i pantaloni da medico ed anche i boxer liberando il suo pene. Mi scappò un ‘Wow!’, vedendolo: era molto largo, ma soprattutto molto lungo, sarà stato più di 20 centimetri. Lo presi con la mano ed iniziai a masturbarlo lentamente, era caldo e pulsante. Intanto Michele si tolse il camice mettendo in mostra il suo fisico atletico. Si mise fra le mie gambe ancora allargate sul lettino e guidò il suo pene dentro di me. Entrò facilmente perché ero completamente bagnata. Lo sentii arrivare fino in fondo e mi lasciai andare in un gemito di piacere. Lo attirai a me e lo baciai intensamente mentre iniziava a muoversi lentamente. Ogni volta che entrava ed usciva per me era un’ondata di piacere sempre maggiore. Michele smise di baciarmi e iniziò a leccarmi i capezzoli duri facendomi godere ancora di più. Fortunatamente nella sala d’aspetto non c’era più nessuno perché penso che ...
... mi avrebbero sentita anche con la porta chiusa. Gli misi le gambe dietro la schiena e lo invitai ad andare ancora più a fondo. Il dottore non perse tempo ed aumentò il ritmo e la profondità della penetrazione. Non so se raggiunsi in quel momento l’orgasmo o prima, ma so che stavo godendo come non mai, quando Michele mi fece alzare e mi mise a pecorina in piedi appoggiata alla scrivania. Avvertii il pavimento freddo sotto ai miei piedi scalzi, ma no raffreddò per niente la mia eccitazione. Appoggiandomi alla scrivania sentimmo qualche oggetto cadere, ma non ce ne curammo; Michele mi entrò subito dentro fino in fondo, strappandomi un grido di piacere. Si era tolto i guanti e con le sue mani calde e grandi stringeva forte il mio sedere sodo. Ora mi stava sbattendo più forte, con colpi che mi facevano vibrare e gridare di piacere. Il suo ritmo ad un certo punto si fece meno regolare, poi me lo spinse fino in fondo e si fermò ansimando. Il suo sperma mi riempì, ne aveva tantissimo mentre io provavo un ultimo sconquassante orgasmo. Poi uscì dalla mia vagina piena e mi disse: ‘è la prima volta che lo faccio con una paziente. è stato fantastico!’. Io dovetti riprendere fiato, poi mi voltai verso di lui e gli dissi: ‘Anche per me! Sei davvero fantastico!’. Poi lo baciai di nuovo intensamente. Mi rivestii a malincuore e mentre uscivo dallo studio mi chiesi: ‘Chissà se ritorneremo medico e paziente come prima’ spero proprio di no!’.