1. Zozzerie in bagno - Attraverso il tuo sguardo


    Data: 08/04/2022, Categorie: Etero Autore: inception, Fonte: EroticiRacconti

    5 marzo 2018
    
    Prigioniera, mi vedo riflessa in te.
    
    In ginocchio, con le cosce spalancate, intossicata dal tuo stesso veleno.
    
    Oltre il vetro della doccia, tu. La mia ossessione. Con fare austero mi osservi.
    
    Tu, un freddo e insensibile animale.
    
    “Ti voglio” ripeto in una nenia sommessa e continua, mentre senza più morale mi inarco sotto al peso del mio desiderio.
    
    Arresa all’ineluttabile bisogno che ho di te.
    
    Con la bocca tocco il marmo sul quale giaccio, strofinando quasi le labbra.
    
    Irritandole fino a sentire dolore, lo stesso che mi scava dentro, ogni volta che ho voglia di sentirmi tua.
    
    Ogni fottuta volta che ti neghi.
    
    Mi sento come se mi avessi strappato l’anima, sazia di nulla, così affamata di te.
    
    Incessante l’acqua tiepida batte sulla mia schiena, mi abbandono a quella tenera, estenuante, sporca carezza.
    
    Ne ho bisogno.
    
    Mi sento così squallida ora, ma nonostante questo, farei di tutto pur di compiacere il tuo bisogno di vedermi
    
    soccombere.
    
    E così, mi lascio accarezzare da quella liquida lingua. Battente, mi scivola tra le natiche.
    
    Ne godo. Godo, come fosse la tua, mentre la sento indugiare tra le labbra dischiuse del mio sesso.
    
    Ansimo appena, un respiro leggero che tramuta in un lamento pietoso.
    
    Nonostante l’impossibilità, mi impongo di restare immobile a bramare di quella illusione perversa che, estenuante e insistente, non dà tregua alla mia carne. Così sensibile ora. Così calda.
    
    Mi tendo e inarco a quel contatto, la ...
    ... mia mente mi porta a immaginare il tuo cazzo piantato in profondità dentro di me.
    
    Impalata da quel palo enorme di carne. Allargata e così piena di te da percepire quasi dolore.
    
    I muscoli sono in tensione. Come l'intero mio corpo.
    
    Tremo, con le labbra cerco le tue, le trovo prepotenti e come una tossica le bacio.
    
    Le lecco. Le mordo illudendomi di essere avvinghiata al tuo corpo. Stretta nella morsa delle tue possenti braccia.
    
    Mentre è la mia pelle quella che sbrano, non la tua. Che io sia maledetta.
    
    Cerco le tue labbra, dannato figlio di puttana, mentre lascio segni con i denti.
    
    Mentre mi sfioro con la bocca la mano. Gemendo sulle mie dita, rapita e in balia del turpe desiderio che ho di te. Quel desiderio viscerale di essere trascinata al di fuori di questa dannata doccia ed essere violentata da te. Ovunque. E ancora.
    
    Da te, maledetto Bastardo.
    
    Ma tu, non muovi un cazzo di dito, ti limiti ad osservarmi.
    
    «Voglio vedere come plachi la tua voglia di me quando sei sola».
    
    Queste sono state le tue parole, ringhiate prima di sbattermi lì dentro.
    
    Un istante prima eravamo davanti alla tv.
    
    La solita trasmissione il venerdì sera, quella che per nessun motivo al mondo ti vuoi perdere.
    
    E, un attimo dopo, tu che mi strappi i vestiti di dosso, rosso in viso, con gli occhi ancora segnati dal piacere che, prepotente, mi sono presa.
    
    Si, perché il tuo corpo abbandonato sul divano, la tua mente completamente assorta nelle immagini che si rincorrevano ...
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