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Poesie d’amore
Data: 22/03/2022, Categorie: Etero Autore: geniodirazza, Fonte: Annunci69
... le impediscono di guidare; abbraccia la figlia; le da della strega e riparte, per preparare ‘il trogolo al maiale’, come Rosy sgarbatamente commenta. Alle dieci e mezza della domenica, madre e figlia sono già in tiro per uscire; Maria ha la borsa ‘professorale’ con i fogli di lavoro, ma è più bella del solito perché raggiante; Rosy è determinata e indisponente come al solito, ma sembra un uccellino che svolazza intorno alla sua mamma; a Salvatore spiegano che vanno a prendere un aperitivo; lui ha già altri impegni; Lello si è inventato un incontro di lavoro assai poco credibile; parcheggiata l’auto, Rosy va al portone di Alberto, bussa e lascia parlare lei. “Sì; chi è?” “Sono Maria … “ “Scendo subito … “ “No, salgo io; a che piano?” “Al secondo; ti aspetto.” “Mamma, mi faccio un giro; tra un paio d’ore vieni giù e ti aspetto al bar.” “Sei folle, figlia mia … “ “Sono in bellissima e ottima compagnia; divertiti e lascia i dubbi qui, sul portone!” E’ decisamente emozionata, Maria, mentre sale le due rampe di scale; ed è soprattutto la scelta di come comportarsi, a tenerla sospesa; ormai il limite è stato passato; se colpa ci può essere, è irreversibile; ma la domanda è quanto quest’uomo la intrighi, quanto possa pesare sulla sua vita familiare, quali valanghe potrebbe scatenare e quali rischi corra lasciandosi andare; sa bene che sono interrogativi superflui ed inutili; ma, mentre percorre i pochi scalini, tiene impegnata la testa. Quando lo ...
... trova sul’uscio, bello e scamiciato, le ubbie vanno a farsi fottere; adesso c’è lì un corpo che ha sentito suo, un uomo che sembra leggerle dentro, capace di dire e di fare quello che lei vorrebbe sentire e ricevere; di colpo, si chiede fino a che punto è disposta a lasciarsi coinvolgere; fino alla fine, si ripete mentre varca la soglia; quando lui la accoglie in un abbraccio caldo e appassionato, i problemi sono andati via coi sensi di colpa e le ubbie; sa che gli si darà tutta perché è giusto che sia così. La stanza è piccola, spartanamente arredata; appoggia le sue cartelle sul tavolo che serve a tutto, si gira ed è lei ad aggredirlo col bacio più sensuale che abbia mai dato; le pare persino strano che vengano fuori, dal profondo, emozioni e gesti che non aveva mai pensato; eppure tutto il suo essere, cuore, testa e corpo si concentrano in quei gesti, in quella passione; lo segue alla camera, che ha intravisto al di là di una porta. Il letto a una piazza e mezza è l’unico mobile, se si escludono scaffali zeppi di libri; un arazzo, forse di batik, copre la parete alla testa del letto, in realtà solo una rete con materasso e cuscini; si lascia cadere seduta sul bordo verso la porta e lo tira a se per i fianchi fino a poggiare il viso sulla patta gonfia da impressionare; lui le passa le mani dolcemente sui capelli, sul viso e scende verso il seno che occhieggia dalla scollatura del vestito. I dubbi di Maria non sono ancora del tutto diradati e la sua condizione è ancora ...