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Le confidenze di gabri parte i
Data: 21/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Oldplace, Fonte: Annunci69
... mollandogli una pacca sul sedere, ritirandosi in camera sua senza proferir parola. Dopo un po' la nonna e le zie uscirono lasciando il ragazzino a casa da solo, con Max sempre in camera sua. Gabri era davanti al televisore e ad un tratto fece caso alla musica che proveniva dalla camera dello zio. Andò verso quella stanza e, senza bussare, socchiuse la porta vedendolo disteso sul letto, a petto nudo, con i pantaloni aperti e con l'uccello, gonfio, stretto in mano. Gabri sapeva già che lui, quando era in camera e non c'era nessun altro a casa, spesso si toccava l'uccello, in quelle circostanze duro e vibrante nella sua mano: l'aveva visto più di una volta, osservandolo attraverso lo spiraglio della porta lasciata, forse intenzionalmente, socchiusa. Max si era infatti certamente reso conto della curiosità del nipote verso il suo uccello e faceva in modo di farglielo intravedere ogni tanto, nella speranza, chissà, di suscitare curiosità e interesse da sfruttare al momento opportuno. Ricordava bene, Gabri, di quella volta che, svegliandosi un mattino dopo aver dormito, quella notte, a casa della nonna, si era ritrovato con lo zio disteso accanto. Max lo accarezzava mentre gli si strusciava contro, e il culetto del ragazzino e il suo uccellone duro erano separati solo dalla leggera stoffa dei pigiami che entrambi indossavano. L'aveva anche sbaciucchiato un po' sul collo, quella volta, e gli aveva fatto sentire quella durezza che poco prima l'aveva emozionato. Aveva anche ...
... notato che quando si ritirava nella sua camera e si toccava l'uccello, lo zio metteva della musica, forse per coprire i sia pur leggeri rumori provocati da quel che faceva, amplificati però dal cigolio del letto. Quella musica fu per lui come il suono del piffero della fiaba che attirava chiunque lo sentisse, specie dopo quel contatto insolito di poco prima con l'uccello dello zio premuto contro il suo culetto. Restò con la mano sulla maniglia della porta semiaperta e i suoi occhi si bloccarono sul centro del corpo dello zio, che immobile, con l'uccello che continuava a stringere in mano e senza neanche tentare di nasconderlo, lo fissava negli occhi. Restarono a guardarsi a lungo, lo zio con l'uccello in mano e il nipote a fissarlo, senza pronunciare una parola. Fu Max a rompere l'incantesimo invitandolo ad entrare. Gabri avanzò dei pochi passi che li separavano, dopo aver chiuso la porta alle sue spalle, e si fermò davanti al letto mentre la mano dell'altro riprendeva a scorrere lentamente sull'uccello. "Lo vuoi toccare?" gli chiese. Gabri gli si accostò, abbassando leggermente la testa in segno di assenso. Lo zio gli prese la piccola mano guidandola sull'asta eretta ed umida, troppo grossa per poter essere completamente impugnata da lui. Il senso di meraviglia, di stupore del ragazzino era dimostrato dalle sue labbra tenute leggermente socchiuse mentre continuava a guardare quell'uccello con l'estremità luccicante che lui, quasi timoroso, sfiorava appena avvertendone il ...