1. Le confidenze di gabri parte i


    Data: 21/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Oldplace, Fonte: Annunci69

    ... orizzontale.
    
    Era ancora un ragazzino e non si spiegava il perché di quello che vedeva e la sua curiosità e il suo interesse per l'uccello crescevano ogni giorno di più.
    
    Max, il giovane zio in questione, era allora uno studente liceale e Gabriele lo frequentava con assiduità abitando nella stessa palazzina. Era usuale, per il nipotino, scendere dal secondo piano, dove abitava con la sua famiglia, al primo piano dove abitavano la nonna e gli zii, due sorelle e un fratello, Max appunto. Nonostante i quattro-cinque anni di età che li separavano, quest'ultimo non disdegnava di giocare col nipote, a volte anche in maniera dura seppure sempre affettuosa. Uno dei giochi preferiti dallo zio era di acchiapparlo e sollevarlo da terra stringendoselo al petto magari dopo una breve e scherzosa rincorsa per la casa o attorno a un tavolo. Era un confronto ìmpari tra i due: lo zio era già un bel giovane uomo ben formato e forte, di circa 16 anni, Gabriele aveva il fisico ancora quasi da bambino, piccoletto e magro, ben diverso da quello che sarebbe diventato negli anni. Un giorno, l'estate in cui fu iniziato al sesso, subito dopo pranzo com'era abituale, il piccolo era sceso dalla nonna. Le schermaglie tra zio e nipote erano iniziate immediatamente: Max si divertiva a stuzzicarlo, acchiappandolo e facendoselo sfuggire per inseguirlo e riacchiapparlo, sfogando sul piccolo la sua giovanile esuberanza e trattandolo quasi come un giocattolo.
    
    A Gabriele piaceva subire la sua giocosa ...
    ... violenza, sentirsi oggetto delle sue attenzioni anche quando riceveva qualche sculacciata, e gli piaceva soprattutto sentirsi stretto tra le sue braccia già muscolose. Gli dava una forte emozione essere preso da dietro sollevato da terra e stretto al suo petto, sentire la forza usata su di lui e il contato fisico che derivava da quella costrizione.
    
    Quel giorno, Max si stava trattenendo con lui più a lungo e in modo più violento del solito: l'aveva inseguito e preso da dietro bloccandolo contro una parete e facendo pressione col suo corpo. E mentre se lo stringeva al petto, lo spingeva contro il muro e gli assestava forti colpi di bacino contro il culetto morsicandolo tra collo e spalla. Gabri rideva a crepapelle, ma si zittì immediatamente quando avvertì qualcosa di duro, molto duro, sbattergli ritmicamente contro, come se cercasse di insinuarsi tra i suoi glutei. Per riuscire meglio nell'intento, Max lo teneva sollevato, all'altezza giusta perché il suo uccello eccitato sbattesse sotto l'attaccatura delle cosce del nipotino e si insinuasse tra i glutei. Gabri sapeva bene cosa fosse quella durezza, con la quale era già venuto una volta in contatto anche se in maniera diversa. E su di essa si concentrò per sentirne meglio la pressione, quasi a misurarsela addosso, quella durezza, e notando che l'uccellone di Max era lungo quasi quanto la sua coscia, sulla quale premeva. Smise perciò di ridere. Lo zio si rese conto di essersi spinto troppo oltre l'usuale gioco, e lo lasciò andare ...