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Michelle dal dottore
Data: 17/02/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Michellerimini, Fonte: Annunci69
Michelle nata a Berlino (Ost-Berlin) Germania (ex DDR) capelli biondi un po’ mossi, occhi azzurri, pelle bianco-rosastra, alta statura, insomma tutte le caratteristiche “nordiche” che poco hanno a che fare con la mia città Rimini, o meglio specificando con il sole d’estate Italiana. Io non mi abbronzo… brucio! Tuttavia, quell’anno sicuro della mia crema protezione 50+ sono rimasto troppo al sole e sono dovuto ricorrere dal dermatologo. Accompagnato dalla mia mamma siamo arrivati all'ambulatorio e raggiunta la stanza indicataci, ci sedemmo davanti a una porta uguale ad altre decine e attendemmo poco per fortuna, non essendoci altri prima di noi, quando la porta si aprì per far uscire una simpatica vecchina, giunse subito il mio turno e mi alzai per entrare con una certa fretta. Quando fui nell'ambulatorio, salutata appena mia madre, che ricambiò appena occupata com'era con il suo smartphone, mi chiusi rapidamente la porta alle spalle se non che, voltandomi e lanciando uno sguardo alla scrivania, in piedi vicino ad essa vidi per la prima volta nella mia esperienza da “paziente” un dottore giovane. Un doc devo dire molto bello: alto, capelli castani appena brizzolati, occhi verdi nascosti dietro un paio di occhiali eleganti su un fisico per niente simile a quello dei sedentari medici che aveva visto finora. Sinceramente, sperai di avergli fatto un altrettanto bella impressione. «Michelle, vero? Controllo dermatite per esposizione solare» disse lui con voce forte ed ...
... educata, alzando gli occhi da una cartella clinica. «Stenditi sul lettino e finiremo in men che non si dica». Se sul posto mi avessero tirato una secchiata d'acqua, sarei rimasto meno allibito di quanto rimasi in quel momento. Il cuore cominciò a battermi forte nel petto e l'imbarazzo si palesò sul mio viso arrossandomi le guance. Balbettai prima di riuscire a parlare. «Aspetti, ma lei è un dottore, di ruolo….». «Così pare» scherzò lui battendo il dito sul suo cartellino. «sono appena laureato e questa è la mia prima ammissione in Ausl» «Se questo ti crea imbarazzo, non ho problemi a prenderti un appuntamento con qualcun altro. E stavolta mi assicurerò io stesso che sia un dottore con tanta esperienza». Sospirai e, lasciandomi cadere su una sedia, mi misi a pensare ai pro e ai contro: rimandare voleva dire aver fatto un viaggio inutile, dover ritornare ancora una volta e rischiare di incasinare i miei programmi; restare, invece, significava farsi esaminare con molta attenzione e toccare praticamente ovunque da un uomo con una quindicina d'anni più di me. Non che fossi imbarazzato per motivi astratti, ma nei giorni di visita indossavo dei capi d'abbigliamento che mi facilitassero il più possibile le operazioni di controllo: una maglietta scura e larga, pantaloni tuta fino al ginocchio a nascondere un perizoma e delle infradito ai piedi. Diciamo che non era proprio la mise che avrei messo per un appuntamento. «Allora?» mi chiese ancora il gentile dottore vedendomi ...