1. Umiliazione profonda


    Data: 19/01/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: franci78, Fonte: Annunci69

    ... cazzetto sembra quello di un bambino mentre tu sei un vero maschio". Nel dire queste frasi, mai pronunciate prima d'ora, l'eccitazione è al massimo e il cazzo mi fa quasi male da quanto è duro. Vorrei toccarmi ma non posso, inoltre temo che potrei venire con estrema facilità in questo contesto.
    
    "Quello non è un cazzo, è un clitoride. Anzi, ho visto clitoridi più lunghi di quella schifezza lì. Ma non ti vergogni? Mi fai schifo".
    
    "Scusa padrone" è la mia pronta risposta, subito fatta rettificare. "Scusi" ha tuonato "mi devi dare del lei, merda".
    
    Dopo diversi minuti passati a leccare i piedi e a subire insulti, si alza e continua ad infilarmi un solo piede nella bocca e inizia a sputarmi addosso. Successivamente mi fa mettere a quattro zampe con il culo rivolto a lui. Dal lato del mio viso ha lasciato le scarpe luride con i calzini dentro, bagnati dal sudore, che dovevo ripulire con la lingua. Dall'altro lui, che nel frattempo aveva un'erezione enorme e sconvolgente, da film porno, mi appoggia il piede destro sul buco del culo. Io inizio a gemere con versi quasi femminei, che solitamente non mi appartengono, e intanto l'alluce si fa lentamente strada dentro di me. Prova a spingere con violenza ma non entra più dell'alluce, io intanto grido dal dolore e dal piacere. Io per contenere la mia eccitazione mi infilo un calzino per intero in bocca, la puzza mi si attacca sulla lingua in maniera eccessiva. Continua a stantuffare col piede quando, dopo un periodo che mi è ...
    ... sembrato lunghissimo, lo tira fuori.
    
    "Guarda che cosa hai fatto, puttana!". L'alluce è completamente striato di merda, lui è furioso per il fatto che io non mi sia lavato, mi fa girare e mi dà uno schiaffo. Non è fortissimo, ma ribadisce nuovamente quale sia il mio ruolo.
    
    Io tra l'altro, a differenza sua, mi ero effettivamente lavato quindi non mi spiego come mai ci sia quella situazione. Forse l'avrò fatto con superficialità.
    
    "Puliscilo, subito!".
    
    "Mi perdoni padrone, non volevo. Ha della carta igienica qui?".
    
    "Sei tu la mia carta igienica, brutta troia. Leccami subito questo dito e fallo ritornare com'era prima, hai capito?"
    
    Questo era troppo pure per me, non ero mai arrivato a tanto né volevo arrivarci, ma non avevo assolutamente forza per rispondere. Mi esce quasi incontrollatamente una piccola lacrima mentre guarda quell'alluce che sapevo che avrei dovuto leccare, ma che non avevo il coraggio di fare.
    
    Lui vede il mio tentennamento e mi fa alzare la testa, restando in ginocchio davanti a lui.
    
    "Vieni qua, avvicinati". Pensavo stupidamente a un gesto umano, vista l'esagerazione a cui eravamo arrivati, ma invece mi sputa in faccia e mi dà un altro schiaffo (sempre leggero), mette la gamba destra, quella con l'alluce sporco, a cavalcioni sull'altra, mi acchiappa per i capelli e mi ficca il dito lercio in gola.
    
    Succhio l'alluce come se fosse un cazzo fino a farlo diventare lucido per la saliva, con la bocca piena dei miei umori. Sempre tirandomi per i ...
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