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Avevo tredici anni - sesto episodio
Data: 13/01/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: corsaro200, Fonte: Annunci69
... grondante e uscente dalle acque Oscar, alzatosi in piedi, stava per imboccare la porta ma fu trattenuto per i capelli. - Dove cazzo credi di andare. Prima pulisci tutto per bene, ti rivesti e poi esci. E se ti è piaciuto e vuoi che te lo rifaccio, in cambio ti prendi l’impegno di venirmi a pulire a specchio la casa due volte a settimana. Dopo quel fatto la casa di Thomas cominciò a splendere per il gran pulito. Scusate il preambolo e torniamo a Paolo ed Erik che, quello stesso fine settimana, decidono di mettere su casa. Per l’arredamento non fanno grandi spese, Paolo conosce un rivenditore di mobili usati, che con qualche ritocco, cosa in cui la giovane sposina è molto abile, si possono spacciare per antichi. Si vedono i fine settimana che cominciano il venerdì pomeriggio e finiscono il lunedì di buon ora. Si fanno vedere poco in giro, i pranzetti e le cene li fanno in casa, lo sposo arriva quasi sempre con qualche sorpresa mangereccia, floreale o diversiva come i filmini porno gay a noleggio. Nella loro vita non c’è tempo per altro, durante la settimana il dovere, fatto di lavoro che va bene anche stando da soli, nei week end il piacere, vissuto insieme. Di quello che fa Erik durante la settimana ne veniamo a conoscenza dalla sua bocca quando lo racconta. Quello che fa Paolo lo viviamo con lui. Il primo accoppiamento avviene subito, Erik si annuncia con un colpo di clacson. Se il soprabito non lo ha addosso con le falde sovrapposte, lo tiene sul braccio e, in ...
... entrambi i modi in cui viene portato, permette allo sposo di tenere l’uccello fuori dai pantaloni ancor prima di entrare in casa. La porta è solo accostata e, appena il padrone di casa mette il piede dentro, immediatamente la sposina, che vi si è acquattata dietro, gli prende in bocca l’uccello. Dopo l’omaggio al cazzone di Erik, il re dei re, si danno tanti baci, asciutti o umidi con il passaggi da una bocca ad un'altra di piccoli stuzzichini, olive, pezzetti di frutta, noccioline, accompagnati da un buon bicchiere di vino. L’aperitivo viene consumato un po’ in piedi un po’ seduti, occupando una sola sedia perché la sposina in braccio o a cavallo vuole sentire il grosso pirolo sulle chiappe nude. La cena è più tranquilla, certi bisogni corporali sono stati un po’ appagati e ci si racconta quello che si è fatto durante la settimana, i festini si fanno dopo. In questo frattempo Paolo è tornato qualche volta a salutare i suoi genitori, non si è più fermato a dormire e quando sua madre gli ha detto: - Paolo i lavori in quella casa sono finiti, perché non torni. Preferisci stare a casa di un estraneo? - Mamma – ha risposto Paolo – Erik non è un estraneo per me. - E che cosa è figlio mio. - È il mio compagno. Lo amo e spero che anche lui mi ami. Abbiamo deciso di vivere insieme. - Figlio mio, io sono all’antica queste cose non le capisco e tuo padre ancor meno di me. Non farti del male. - Mamma voglio bene a te e a papà, ma devo vivere la mia via, diglielo tu ...