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Posseduto e desiderato
Data: 12/01/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: apsweetlover, Fonte: Annunci69
Vivevo all’estero in un paese un po’ arretrato. Avevo da poco compiuto 12 anni e a scuola le ragazzine impazzivano per me. In classe eravamo una trentina e molti erano ripetenti plurimi. C’era un ragazzo che ormai aveva 17 anni ed era ormai alto almeno 20 cm in piú di me. Erik spesso parlava con me, gli ero simpatico palesemente. Ad ogni occasione si andava in bagno assieme per sfuggire ai prof. più pesanti. In palestra era l’unico che dopo la ginnastica faceva la doccia insieme a me e ad un altro paio di compagni. Non avevo mai visto un pisello così grande anche a riposo e coi peli, io che avevo avuto solo da poco la prima sborrata e due peli due sulle palle. A metà anno eravamo ormai amici e passavamo assieme la pausa pranzo prima delle lezioni del pomeriggio. Un giorno gli chiesi come mai io non avessi ancora tanti peli come lui e non tanto grande come il suo. “Ti cresceranno tranquillo tra un anno o poco più. Hai già avuto la cremina dal pisello?” Risposi di sì da almeno 6 mesi un po’ arrossendo. Stavo in fondo confessando che mi masturbavo già da tempo. “Allora non aspetterai molto presto ti si faranno i peli folti come i miei” “Ed anche il coso mi diventerà grande come il tuo?” “Dipende, bisogna misurare quanto è lungo oggi alla tua età per capire” “Da dove lo misuro?” “Dall’attaccatura del tuo cazzo in alto alla pancia fino alla punta. Ma devi misurarlo quando è duro” “Non ho capito da dove” “Andiamo in bagno che ti faccio ...
... vedere” Una volta al chiuso del cesso si sbottonò il pantalone e lo tirò fuori dalle mutande. Era moscio ma era lungo e grosso. “Guarda da qui a qui” “Ho capito.” “Fammi vedere da dove a dove” Non sapevo che fare ... tirare fuori il mio o toccare il suo? Scelsi di puntare delicatamente un dito sulla base del cazzo e poi sulla punta. Lo sfiorai leggero, in fondo era un po’ imbarazzante. Il suo cazzo al mio tocco sulla punta si indurì di colpo. “Urca” dissi sorpreso. “Dai misuralo” mi disse suadente, “usa le dita della mano come un metro” Mi prese la mano sinistra la mise a paletta e la mise alla base del cazzo. “Dai usa anche l’altra vicina.” Mi sentivo confuso, in pericolo, ma non volevo farlo vedere. Spavaldo misi le altre 5 dita dopo le prime e poi spostai la sinistra in avanti. Dandomi un contegno disinvolto dissi “15 dita più un poco di più..” Sotto le dita sentivo la carne dura e calda di quel cazzo grande teso. Tolsi le mani e non potei non notare che era proprio bello. Grande e lungo ma plastico e con una forma armonica. Come le statue del giardino della scuola ma tanto più grande. “Dai ora misurati il tuo” e così dicendo mi sganciò la cintura e senza aspettare mi caló i calzoni e gli slip in un colpo solo. Incredibilmente il mio cazzetto era diventato duro e per quanto piccolo era lì teso. Mi sentivo in difficoltà, percepii il pericolo di qualcosa ma non feci in tempo a reagire. Mi prese la mano e me la mise sul cazzetto e mi fece ...