1. ....roba di molti anni fa


    Data: 04/12/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Zindo, Fonte: Annunci69

    ... e si era riposizionato per bene, alzandosi dal letto anche lui e porsi di fronte a me e portare di nuovo il suo attributo a portata di bocca di Enrico, in concorrenza con me. Enrico, accovacciato tra di noi cominciò ad alternare le prestazioni succhiando ora l'uno ora l'altro, masturbando il pene che non aveva nella bocca, fino a quando li afferrò entrami con le mani, ci obbligò ad avvicinarci ancora di più. Il mio cazzo e quello di Alessandro si toccarono. Enrico li “suonò a fisarmonica” entrambi, tenendoli stretti ed uniti con le sue mani. Il contatto cazzo a cazzo non fu meno piacevole della introduzione nella bocca e il mio sguardo si alzò a cercare quello di Alessandro. All'incrociarsi degli sguardi, d'istinto le bocche si avvicinarono e, mentre più in basso Enrico si riempiva la bocca di noi, io ed Alessandro ci baciammo come se fosse la cosa più naturale e piacevole che potessimo fare. Non capivo più nulla,solo che stavo facendo cose assurde che però mi piaceva immensamente fare. Enrico pure si alzò e ci stringemmo a cerchio, anzi a mazzo tanto eravamo stretti tra noi, per baciarci a tre bocche, mentre i nostri corpi, i nostri cazzi, si stringevano e si stropicciavano tra loro. Quando Alessandro cominciò ad abbassarsi lo imitai. Lui andò subito a ricambiare la prestazione orale ad Enrico. Io non ero ancora pronto a farlo, ma non disprezzai di elargire baci e colpi di lingua ai glutei del bel culetto di Enrico, il quale con una mano allontanò un suo gluteo dall'altro e ...
    ... con l'altra mano spinse la mia faccia tra tra quelle natiche per farsi leccare il culo. Ci provai ma subito ebbi un altro desiderio e rialzatomi velocemente sussurrai ad un orecchio di Enrico “Vuoi che ti inculi?” La risposta fu gestuale: afferrò il mio pene e se lo portò lui stesso sull'orifizio che gli avevo appena inumidito con la mia saliva. Mentre glie lo spingevo dentro, Alessandro che stava facendo il pompino ad Enrico, fece passare le sue mani tra le nostre cosce: con una palpeggiò i testicoli miei e di Enrico, con l'altra andò a giocherellare sul mio buchetto.
    
    Per quel pomeriggio saltammo la spiaggia. Ci piacque molto di più restare in casa anche perché il bravissimo Enrico non solo sapeva e voleva fare maledettamente bene tutto di tutto, ma anche perché aveva il potere di condizionarci a fare anche noi, dopo, le stesse cose, insegnandoci bene, con il metodo esperienziale, molto sulle arti amatorie tra uomini.
    
    Appagati al massimo in quel caliente pomeriggio, la sera, riagganciatici alla compagnia di amicizie “estive” eravamo così tanto di buon umore da aver fatto colpo per simpatia su tutti, anche sulle ragazze, alle quali dedicammo qualche attenzione il giorno dopo e gli altri che seguirono per circa una settimana, guadagnandoci l'appellativo dei tre playboy, con fama di moderni dongiovanni sciupa femmine.
    
    In realtà eravamo solo galanti e simpaticoni, non restii a qualche sbaciucchiamento e pomiciatella ma senza essere ossessivi come altri per arrivare ad ...
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