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04. zio lucio - i porci comodi
Data: 12/11/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: acheronte2, Fonte: Annunci69
... inaudita. Ero in estasi per il fatto di essere l'oggetto di sfogo di quel leone in calore, usandomi per i propri porci comodi. Ad un certo punto, forse perché resosi conto della violenza che stava usando su di me, lasciò la presa cercando di togliermelo dalla bocca ma io restai lì, sbattendo sempre più velocemente la testa sul suo ventre. Mi sentivo la faringe esplodere. Fu allora che, vedendomi così desideroso di latte, mi fece smettere. «Alzati! Vieni con me» mi disse con voce calma ma fremente, prendendomi per un braccio. Fu la prima ed unica volta in cui mi rivolse la parola durante i nostri rapporti incestuosi. «Togliti pantaloni e mutandine e stenditi a pancia sotto, dai» con complicità. Lo guardai per la prima volta da lontano, mezzo nudo: era stupendo, col pene completamente eretto e le due enormi uova appese subito al di sotto. Leggendo la mia sorpresa negli occhi: «Stai tranquillo, non farò niente che ti faccia male! Fidati» Obbedii perplesso. Si mise cavalcioni su di me. «Neanche un pelo! Oltre alla boccuccia, hai anche il culetto di femmina, lo sai?» Non risposi. Non sopportavo il fatto di aver perso il controllo della situazione ma lo assecondai. Maneggiava le mie natiche come un panettiere col suo impasto. Capii quanto fosse eccitato dai profondi suoni gutturali che emetteva. Le divaricò tirandole a piene mani per poi sentire sputare un paio di volte sul mio piccolo deretano indifeso, via via sempre più umido e bagnato. «Hai un ...
... rosellina bianchissima... è stupenda! Ci fai giocare un po' lo zio? Eh? Che dici?» «Zio, ma... veramente io...» «Shhhh» avvicinandosi al mio faccino, portandosi l'indice davanti alle labbra. «Sei sempre stato silenzioso, cos'è questa parlantina ora?» con dolcezza. Non fiatai. Confesso però di aver temuto il peggio, ma poi si stese su di me, pesantissimo, infilando semplicemente il pene fra le mie cosce, raggiungendomi i testicoli. Zio Lucio non avrebbe mai profanato il mio culetto e non lo fece mai: non è quel genere di uomo. «Stringi le cosce e il culetto il più possibile a’ zio, ok?» «Ok» A quel punto si trasformò in un gorilla o forse un lupo mannaro. Cominciò una corsa animalesca in cui sentii tutta la sua potenza e la durezza del fallo che mi stimolava magnificamente il perineo. Mi piacque da morire e glielo strinsi meglio che potessi. «Più forte zio! E’ bellissimo!» dissi senza alcun ritegno. Venne tirandomi i capelli ed assentando tre colpi di reni, inondandomi e sporcando da per tutto. Si accasciò su di me, accarezzandomi il capo, come per scusarsi per l’aggressività di poco prima. Sentivo il suo fiatone sulla guancia. Mentre desideravo che non si rialzasse mai più, mi diete un bacio sulla guancia, staccandosi da me. «Alzati, asciugati un po’ e corri subito a farti la doccia» grattandosi la pancia, con il cazzo che mi ballonzolava davanti al viso. Non mi perdonai per il fatto di aver perso l'iniziativa. «No, io ho ancora sete». Mi ...