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04. zio lucio - i porci comodi
Data: 12/11/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: acheronte2, Fonte: Annunci69
[Segue da "Zio Lucio - Il silenzio assenso" Adoravo l’idea di essere ormai diventato lo svuota-palle segreto dello zio. Mi eccitava da impazzire l’idea di dovermi occupare settimanalmente del soddisfacimento dei suoi piaceri più infimi. Constatai giorno dopo giorno quanto non riuscisse a rinunciare ai miei servigi – quasi attendendoli - rendendomi consapevole di averlo in pugno, in qualche modo dominandolo. Controllare i desideri sessuali del mio partner, oserei dire “calmierandoli”, in effetti diventò uno dei caratteri che contraddistinse la mia sessualità. Imparai presto che non appena avessi avuto voglia del gustoso latte a “km 0” di mio zio, sarebbe bastato poggiargli la mia manina di minorenne capriccioso sul pacco, per massaggiargli quel rocchio di salsiccia paesana che si ritrovava, ottenendo il soddisfacimento delle mie voglie compulsive ed in questo posso affermare che non si risparmiò mai, viziandomi ignobilmente come per riflesso povloviano. Sarei sciocco ed ipocrita se tentassi di minimizzare, infatti, l’immenso “tornaconto carnale” che ne ricavò: ancora oggi penso, visti i rapporti di stima ed affetto – ma non più sessuali - che conserviamo, che non potesse capitargli un nipote più devoto e appassionato di me. Le occasioni che scelsi furono sempre le più disparate ma si svolsero soprattutto di pomeriggio - generalmente con la scusa dei videogiochi – e quasi tutte seguirono bene o male lo stesso schema: io lo palpeggiavo / lui capiva slacciandosi la ...
... cintura / io mi inginocchiavo e gli calavo le brache / lui si rilassava allargando le gambe / io gli insalivavo lo scroto leccandolo a lingua piena / lui si accendeva una sigaretta e guardava la colonna di fumo che mandava in aria nel godere / io iniziavo a fare sul serio tirandogli anche l’anima / lui si alzava in piedi porgendomi il bacino / io ingranavo la quinta, usando su di lui anche le mani, in posti diversi / lui spegneva la sigaretta, abbandonandola per fissare un punto nel vuoto / io lo immergevo il più possibile nella gola per poi estrarlo, mungendolo e succhiandolo più forte che potessi / lui contraeva cosce e addome – stando a ciò che riuscissi a vedere / muovevo freneticamente le dita della mano che gli sorreggeva lo scroto, sollecitandogli il perineo / lui mi eiaculava in bocca dopo aver fatto un balzo, ringhiando come un cane / rallentavo e gli spremevo il budello come quando non vuoi proprio sprecare l’ultima goccia di panna nel sac à poche / lui si rialzava i pantaloni ansimando, accasciandosi stremato sulla sedia come se avesse ultimato la piramide di Cheope / io andavo in bagno per lavarmi i denti. Rivedo quell’angioletto bruno e lentigginoso osservarsi davanti allo specchio, con la bocca aperta da poco violata, pregna di siero del giovane zio, mentre deglutisce il suo prezioso dono, come in un rito iniziatico riservato agli adolescenti papuani della tribù dei Baruya. E lo vedo raggiungere l’orgasmo, con la mascella protesa e il mento sporco, spargendo il ...