1. Omofusion


    Data: 08/11/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: edipo46, Fonte: Annunci69

    C’era silenzio nel grande stanzone dove dormivamo la notte. Erano tutti usciti per una gita notturna. Solo Marco ed io eravamo rimasti; lui perché si era preso una pallonata in faccia giocando a calcio la mattina, riportando una contusione proprio vicino all’occhio sinistro; ed io perché ero il suo animatore, perché mi stava simpatico veramente, e vedevo che questa simpatia, questo feeling, veniva ricambiato anche da lui.
    
    E’ una sintonia che avevo imparato ad intuire da piccoli gesti, da sorrisi regalati quando i nostri sguardi si incrociavano; da piccole carezze dietro la schiena quando lui passava vicino a me, che potevano essere benissimo scambiate per casuali; per il fatto che mi cercava per parlare, per dialogare con me, per stare insieme a me.
    
    Aveva degli occhi azzurri incredibili, bellissimi. Un sorriso timido che esaltava la sua carnagione mora, dei capelli castano scuri assai folti, la barba che iniziava a farsi maggiormente presente sul suo volto; aveva, in fin dei conti, solo diciannove anni; ed io appena cinque più di lui. Quella mattina si fece male giocando. Disse che ci vedeva doppio e non volle correre il rischio di farsi ulteriormente male partecipando alla gita notturna che era in programma per dopo cena e che avrebbe visto impegnati tutti fino al pomeriggio successivo.
    
    Decise di rimanere nella casa e mi chiese se potevo tenergli compagnia. Nulla di più. O così almeno pensavo io.
    
    Gli altri ragazzi della troupe partirono verso le cinque e mezzo ...
    ... del pomeriggio. Marco rimase a riposare fino all’ora di cena. Cenammo insieme con i cuochi, poi mi chiese di andare a fare quattro passi, poiché con il buio della sera non doveva sforzare più di tanto la vista. Passeggiammo per circa un’ora, io e lui, accompagnati solo dalla luce della luna, nella semi oscurità che può offrire la valle di notte, tenendomi sotto braccio con la scusa di non perdere l’equilibrio.
    
    Parlammo di come stava procedendo la settimana, se i ragazzi erano soddisfatti delle attività proposte; la sua voce, leggermente roca, ma non ancora dai classici toni bassi dell’età adulta incipiente, rispondeva alle mie domande e ne rilanciava altre ancora. Mi chiese cosa avessi intenzione di fare una volta tornati in città, se le ferie per me proseguivano in altri luoghi, se anche a me stava piacendo la prosecuzione di queste giornate, se ero contento di loro e di quanto si stavano impegnando. Poi, all’improvviso mi chiese se ero soddisfatto di lui, come persona, come amico, poiché lui si riteneva amico mio.
    
    Rimasi un po’ sorpreso da tale domanda, e gli risposi che sì era una persona molto speciale per me, era un ragazzo gentile, educato, sensibile, molto più maturo per la sua età; dissi tutto questo con molta partecipazione emotiva da parte mia, poiché ci credevo e poiché mi piaceva come ragazzo. Mi sentivo attratto da lui – è inutile nasconderlo – e mentre parlavo e gli confessavo come lo vedevo, incominciò a venirmi un’erezione. Il mio cazzo si stava gonfiando ...
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