1. Giocando a calcio - 3


    Data: 03/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Marcus95, Fonte: Annunci69

    ... bagno e analizzò il sacco delle cose da lavare. Trovò immediatamente le mutande di Giorgio e le analizzò con cura ma non vi trovò alcuna chiazza.
    
    «Ma perché non sborra nelle mutande e mi sborra nelle coperte? Sa che gli faccio io il letto tutte le mattine. Non li capirò mai questi adolescenti» disse Andrea ancora al vento.
    
    Andrea non aveva mai fatto dei pensieri strani su Giorgio, dopo il discorso sul sesso sperava che suo figlio si sarebbe aperto con lui ma non era successo. Così Andrea aspettava e aspettava nell’attesa che Giorgio prendesse il coraggio e iniziasse a farli tutte le domande del caso riguardanti il sesso, lo sviluppo maschile e la figa. In quel momento con le mutande di Giorgio in mano gli venne da ridere. Trovava la scena altamente esilarante ma lo sarebbe stata ancora di più se Giorgio lo avesse beccato. Da bravo padre, Andrea, ci teneva a suo figlio e voleva essergli vicino in quegli anni di cambiamento.
    
    Rimise le mutande di Giorgio nella sacca e andò a pulire la casa nell’attesa che suo figlio finisse la giornata scolastica.
    
    ***
    
    Dopo pranzo Andrea spingeva per andare il prima possibile da Matteo al campo di calcio per fare il famoso colloquio. Giorgio iniziava a sentire l’ansia di quel colloquio. Di cosa avrebbero parlato? Ci sarebbe stata una prova pratica? Lui non se la sentiva di mostrare le sue doti calcistiche perché erano nulle e non voleva fare brutta figura con un amico di suo padre. La pressione stava salendo e anche la ...
    ... paura.
    
    D’altro canto Andrea non vedeva l’ora di uscire di casa per recarsi da Matteo. In fretta e furia Andrea aveva già sistemato la cucina e aveva chiesto a Giorgio di andarsi a preparare perché nel giro di dieci minuti sarebbero usciti di casa. Giorgio si era recato in camera sua con molta calma per perdere tempo ma suo padre gli stava alle costole.
    
    «Dai sbrigati che ci sta già aspettando» disse Andrea passando a controllare Giorgio in camera sua.
    
    Dopo qualche minuto erano già in macchina e si stavano recando al capo di gioco che distava solo tre minuti.
    
    «Mi raccomando, quando vedi Matteo che conosci, non chiamarlo per nome ma chiamalo Mister o Coach» istruì Andrea.
    
    Giorgio fece un cenno con la testa e continuò a guardare fuori dal finestrino. Il campo di gioco era bello ampio e anche carino visivamente. Parcheggiarono la macchina nel grande parcheggio vicino all’entrata e a piedi andarono verso l’edificio. Una volta dentro c’erano dei cartelli che segnavano gli spogliatoi e gli uffici. Si diressero verso gli uffici e trovarono Matteo in piedi fuori da una porta che parlava con un ragazzo sulla trentina.
    
    Giorgio non vedeva Matteo da un bel po’ e quando lo vide gli fece un po’ di timore. Era alto e biondo e con un fisico perfetto. Muscoloso ma non troppo. Era come una statua di Michelangelo che amava studiare sui libri. Quando li vide Matteo fece un sorriso a trentadue denti e li salutò calorosamente.
    
    «Buongiorno Mister » disse Giorgio con una voce ...