1. Alla scoperta di marco - capitoli 3 e 4


    Data: 27/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: aramis2, Fonte: Annunci69

    ... riportava via gli attrezzi. Quando ritornò e si sedette vicino a me, io ce l’avevo di nuovo molle.
    
    “Sei un vero cazzone!”
    
    Ringhiai e mi afferrai il pene flaccido.
    
    Lui afferrò la mia mano e la forzò via. Afferrò la sua treccia e ne tenne l’estremità così che potessi vedere i cinque centimetri finali sotto il nastro di gomma. Se la guardò e mi guardò maliziosamente.
    
    “Ci ho pensato l’altra notte e l’ho provato su di me. Ci vuole un po’ ma, ragazzi, ne vale la pena!”
    
    Senza dire un’altra parola mise l’estremità della treccia tra le mie gambe e la strisciò contro la mia coscia.
    
    Il mio pene barcollò e le mie gambe si allargarono.
    
    Senza peli la mia pelle era incredibilmente sensibile. La sua treccia era così lunga che penzolava sempre tra le mie gambe quando lui mi succhiava fino a che i miei peli strisciavano contro di lui quando arrivavo.
    
    Era molto eccitante per noi, ma questo era molto più erotico.
    
    Toccò leggermente con la fine della treccia la parte inferiore del mio cazzo e vi strisciò sopra fino alla cima. Il mio uccello formicolò al tocco.
    
    Aspettò finché la mia verga cominciò a diventare flaccida e poi carezzò tra il culo e le palle. L’uccello saltò eretto così velocemente da farmi male.
    
    Per i minuti seguenti mi carezzò con la treccia, facendo una pausa per farmelo abbassare. Il mio cazzo senza peli era così sensibile, il solo tocco di uno o due capelli mi portava all’orlo di un orgasmo, poi Marco si fermava ed aspettava il crollo ...
    ... inevitabile.
    
    Finalmente mi guardò negli occhi e disse: “Pronto?”
    
    Ringhiai.
    
    “Sono pronto da 20 minuti, bastardo!”
    
    Lui respirò forte, mi carezzò il cazzo con la treccia ed aspettò che fosse completamente eretto.
    
    A me quella cosa nuda e povera sembrava gonfia e frustrata.
    
    Lui sorrise perversamente e si chinò in avanti.
    
    “Marco il grande ora dimostrerà come far sborrare un uomo sul suo divano. Guarda, senza mani!” Intonò con forza.
    
    Poi corrugò le labbra e soffiò dolcemente sul mio uccello. Mi stupii. Cosa cazzo era! Finalmente c’ero e se non mi avesse masturbato sarei impazzito.
    
    Tornò a corrugare le labbra e soffiò di nuovo, addirittura più leggermente.
    
    Le mie cosce si contrassero subito e le mie gambe divennero rigide. Una fitta di dolore attraversò il ginocchio malato e poi scomparve mentre i muscoli del culo si contraevano e le palle sbattevano contro il mio cazzo spedendo sperma verso la cappella. La mia spina dorsale si inarcò mentre ogni muscolo della mia schiena tentava di spingere le mie anche verso il soffitto.
    
    Di solito facevamo l’amore silenziosamente, solo aneliti e qualche esclamazione, avevamo imparato a contenerci, non potevamo gridare “Oh mio Dio, vengo! Agggggg! Ungggg!” Mentre Papà giocava a poker coi suoi amici nel soggiorno e Marco ed io, per loro, stavamo giocando col PC.
    
    Strinsi i denti mentre tutto il mio corpo si dedicava a gettare un paio di milione di cellule di sperma verso la loro morte nell’aria aperta.
    
    “Oh mio Dio, vengoooo! ...
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