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Nello studio di santi
Data: 15/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: DannyNapo, Fonte: Annunci69
... facciamo altro..che dici?”. “Santi verrei anche. Ma mi devi spiegare dove sia l’ufficio”. “Semplicissimo. Ti mando la posizione”, mi invia la posizione tramite WhatsApp. “Vedi non è neanche molto distante da casa mia. In realtà ti potrei dire di vederci a casa direttamente, Milena non c’è. Però sto aspettando una chiamata qua e non posso muovermi. Allora? Vieni?”. Vedo dalla posizione che mi ha inviato come arrivarci e gli scrivo “Si va bene. Dammi il tempo di vestirmi e scendere e ci sono”. “Perfetto. Avvisami sia quando stai scendendo che quando arrivi, così mi faccio trovare giù”. “Ok a dopo”. Chiudo i libri ed il pc e mi preparo. Mi metto in macchina, scrivo a Santi e parto. In effetti non è molto difficile arrivarci. Il palazzo dove si trova l’ufficio di Santi è in una stradina che dà sul corso della stessa città in cui Santi vive. Parcheggio e gli mando un messaggio. Santi esce da un portone ad una decina di metri da dove ho parcheggiato. Per la prima volta lo vedo in una tenuta diversa dalla tuta. Ha un completo beige, camicia bianca e cravatta rossa con motivi a quadri. Mi saluta e mi fa strada. Scendiamo al di sotto del livello stradale, dove entro in un appartamento, che è stato trasformato in una serie di uffici. Appena entrati, quello che era l’ingresso è una sala d’aspetto, come alcune poltroncine in pelle ed una scrivania sul lato, probabilmente del segretario. Sul corridoio si aprono tre camere, adibite ad uffici. Quello di Santi è ...
... l’ultimo. È una stanza molto grande con le pareti color tortora. C’è una scrivania con due computer ed un telefono, una grande sedia girevole e davanti due poltroncine identiche a quelle della sala d’aspetto. Nell’angolo di fronte la porta c’è anche un piccolo divanetto a tre posti con un tavolino di fianco, su cui è poggiata una lampada. Alle pareti sono affisi alcuni quadri per dare colore all’ambiente. Santi mi fa accomodare su una delle poltroncine e lui va dietro la scrivania, dove appoggia sulla sedia la giacca. “Allora che ne pensi? Ti piace?”, mi chiede. “È molto carino. Non avevo proprio idea che ci fossero degli uffici qua”. “Stanno da un paio di anni. Con gli altri due ragazzi li abbiamo presi e ci siamo messi in società per dividere i costi di affitto. Ci occupiamo di cose diverse però è un modo per ammortizzare le spese”. “No avete fatto bene. Alla fine l’ambiente è grande e ci sono più stanza. Non aveva senso mettersi da solo”. “Esattamente”, mi indica la porta scorrevole vicino al divanetto, “poi vedi là c’è un piccolo giardino dove esco a fumare una sigaretta o a prendere un po' d’aria quando voglio staccare. Si sta bene”. “Vedo, vedo. Sei il privilegiato che hai il giardinetto privato?”, rido. “No anche gli altri possono accedervi. Ognuno ha la propria porta esterna nello studio”. “Ah comodo così. Bello, mi piace. Giornata da solo quindi?”. “Eh si te l’ho detto. Gli altri ragazzi avevano dei lavori da fare fuori, il segretario aveva ...