1. Io e Giovanni, parte seconda


    Data: 10/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Trozzai Gotusva, Fonte: EroticiRacconti

    Io e Giovanni, seconda parte
    
    Ci trovammo a casa mia come d’accordo e come sempre arrivò con una ventina di minuti in ritardo. Iniziai subito la stesura del curriculum insistendo sulle cose da mettere in rilievo per il tipo di impiego. Mi ascoltava come un discente diligente e mi stava molto più vicino del dovuto per vedere cosa stessi scrivendo e come organizzassi il testo. Gli spiegai che conta molto anche come si organizza quello che si scrive e nel giro di un’oretta il documento era pronto. Adesso che si fa chiese con lo sguardo basso. Quello che si era deciso ieri sera confermai, sempre se ti va.
    
    Disse solo: dove ci mettiamo? Proposi camera mia, letto matrimoniale comodo. Nessuna obiezione, si incamminò per primo, salì le scale verso camera mia, sapeva bene dov’era solitamente ci andavamo per un pisolino pomeridiano ma adesso le cose erano diverse. In silenzio iniziò a spogliarsi e così feci anch’io. Quando si girò verso di me la sua erezione era completa e vedendo che il mio era quasi a riposo, cercò di nasconderla con le mani. Mi avvicinai ed iniziai ad accarezzarlo tutto. Aveva la pelle di seta come una fanciulla. Solo il forte profumo di maschio ed il cazzone troneggiante faceva capire che non era così.
    
    Non aveva peli salvo il ciuffetto sul pube e sotto le ascelle. Lo feci stendere prono, si lasciava fare, dimmi tu mi diceva, io non saprei come muovermi. In quella posizione i fianchi stretti ed i glutei pieni e privi di peli mi ispiravano progetti di guerra, ...
    ... lui steso, aspettava le mie carezze ed arrendevole si beava quando la pressione delle mani quasi si trasformava in massaggio. Ed è quello che mi venne spontaneo fare. Iniziarlo all’amore così mi sembrava quasi una violenza, aspettava senza reagire, solo con un’eccitazione che gli toglieva il fiato. Non volevo sprecare nulla. Avevamo tutto il pomeriggio a casa da soli per cui presi l’olio di mandorle dolci e dopo avermi frizionato bene le mani per scaldarlo, iniziai a massaggiarlo.
    
    Più il massaggio si faceva profondo, più quel corpo sentivo donarsi a me, arrendevole come un giunco che si piega al vento. Le spalle, le braccia, la schiena, le gambe ed i piedi passando sempre dai piccoli mappamondi dei glutei, sodi, lisci, attraenti. Quando insistevo notai che Giovanni tendeva ad alzare il culetto verso quel massaggio. In un paio di occasioni mi spinsi tra le natiche a lubrificare il buchetto strettissimo, un vero bottoncino senza che vi fosse alcuna forma di diniego. Adesso girati gli dissi e lui prontamente si mise supino, il cazzo svettante più che mai. Io non le so fare queste cose disse non potrò ricambiare.
    
    Lo rassicurai ed iniziai a lavorare sul davanti di quel corpicino in apparenza fragile ma che mi stava donando delle grandissime emozioni, avremmo potuto farlo altre volte questo gli dissi, ma non mi è mai venuto in mente di chiedertelo. E lui, va bene così, ci siamo arrivati per gradi e mi fa sentire bene. Continuai il massaggio fino ad arrivare ad impossessarmi ...
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