1. Un bel lavoro


    Data: 11/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69

    ... quello che fai sul lavoro, ti tiri anche le seghe?”
    
    “Ti ho detto. Non posso fare a meno di venire più volte al giorno”.
    
    “Quante volte vieni al giorno?”
    
    “Da un minimo di dieci fino anche a venti”.
    
    “Ogni giorno?”
    
    “Si, si, ogni giorno”.
    
    “Ti sei mai fidanzato? E il tuo fidanzato riusciva a soddisfarti così tante volte?”
    
    “Si, lo sono stato tre volte ma ogni volta non è durata più di una settimana. Sono tutti scappati a gambe larghe (non levate) col buco spanato”.
    
    “Raccontaci di quello che ti è rimasto impresso”.
    
    “Era un ragazzino delizioso. Tenero e dolcissimo ma con tanta voglia di scopare. Era vergine di culo ma non di bocca. Quando mi spompinava mi guardava dal basso con il suo viso angelico ed innocente, con i suoi occhi verdi luminosissimi, accesi dalla passione… Tutto in contrasto con l’immagine del mio cazzone che gli scopava la bocca, che entrava e usciva da quelle labbra morbide, su cui roteava la lingua velocemente… Non mi ci far pensare che mi sbrodolo nei pantaloni”.
    
    “E’ sei riuscito a resistere?”
    
    “Macché, con lui sono venuto subito. La scena prevedeva un pompino con schizzi sulla faccia alla fine, invece gli sono venuto subito in bocca e lui ha ingoiato di gusto. Sicché abbiamo dovuto ripetere la scena e, questa volta, il bocchino è durato più a lungo ed è finito come previsto”.
    
    “Quindi la prima volta è stata tagliata”.
    
    “No, non si butta niente di quello che è venuto bene. Poi non è finita lì”.
    
    “Cioè?”
    
    “Subito dopo c’era ...
    ... la scena in cui lo sverginavo. L’ho accarezzato per tutto il corpo liscio come il velluto. Lui gemeva dal piacere e a me è tornato subito duro”.
    
    “Subito dopo due sborrate?”
    
    “Esatto. Dalle carezze sono passato a leccarlo tutto. L’avevo messo a pancia sotto e gli ho leccato tutta la schiena. Mi sono sdraiato sopra e lui ha girato la testa e mi ha leccato l’ascella. Sono sceso a leccargli il buchino, afferrandogli a piene mani le chiappette e allargandogliele. Ci ho sputato sopra e lappato per un po’ per insalivarlo bene. La sua voglia è salita alle stelle (e anche la mia, ad essere sincero). Avevo il cazzo che stava per esplodere quando il regista mi ha detto di metterglielo dentro. Quindi ho ripreso fiato, gliel’ho puntato sul buco e, lentamente, gliel’ho aperto infilandoci la cappella. Gli ho spaccato il muscolo. Pensa che ne ho sentito chiaramente la rottura, ma lui ha emesso solo un piccolo gridolino. Mi ha confessato poi che era pronto al gran dolore ma, forse per la grande voglia, ne ha sentito molto poco”.
    
    “Poi?”
    
    “Poi, sempre lentamente gli sono entrato dentro fino in fondo, fino a fargli sentire i peli delle palle e mi sono fermato per farlo abituare alle mie non piccole dimensioni”.
    
    “E lui non ha reagito?”
    
    “Non si è mosso ma ha fatto un urlo ed è rimasto a bocca spalancata come se gli mancasse il fiato. Io ho cominciato a martellarlo sempre più forte. Ha continuato gridando sommessamente, con le lacrime agli occhi, poi è passato ai lamenti, quindi ai ...