1. Stupro


    Data: 05/04/2024, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Ade-69, Fonte: Annunci69

    Premessa
    
    Questo racconto se pur scritto da me, non rientra nei miei canoni e gusti personali rifiutando io stesso la violenza di ogni genere.
    
    Lo scopo di questo racconto è invece il tentativo di farci riflettere.
    
    Lo stupro
    
    Tutte quelle storie di violenze e stupri su donne raccontate dal solito gruppetto, le risate compiaciute nel vantarsene, accompagnate ad uno stato di collettiva eccitazione … mi angoscia il solo pensiero, mi segue anche lontano da loro, me lo porto addirittura a letto e non mi fa dormire.
    
    Dopo un’altra serata nella sala biliardo, dove li ho rivisti con quella solita aria di superiorità raccontarsi l’ennesima disgustosa bravata, esco fuori per vomitare. Mentre sono chinato a buttare anche l’anima sul quel lurido marciapiede, noto Samuele, uno della combriccola, uscire da solo, si dirige verso quella che deve essere la sua auto.
    
    Nel vederlo il disgusto e la rabbia mi esplodono e battono nel cervello, come un martello sull’incudine. Senza accorgermene sono alle sue spalle, lo colpisco tra il collo e la nuca con un pugno fortissimo, con tutta la rabbia maturata dentro. Lui cade in ginocchio con la testa riversa sul sedile, privo di sensi.
    
    Da quel momento in poi le mie azioni sono come viste da fuori, non sono io, sono compiute da qualcuno a me sconosciuto, ed io ne sono solo lo spettatore inerme.
    
    Apro il cofano dell’auto, prendo Samuele, lo ficco dentro con rabbia e chiudo. Poi salgo in auto, metto in moto e parto. Come un automa mi ...
    ... dirigo verso la periferia, le strade sono deserte, è un qualsiasi mercoledì di dicembre, è un giorno lavorativo, fa freddo, sono passate le 3 di notte.
    
    Guido, la rabbia che sento dentro non accenna a diminuire, anzi, la sento aumentare e devo in qualche modo darle sfogo. Dopo aver percorso una stradina in terra battuta le luci dell’auto illuminano un vecchio capanno. E’ il deposito degli attrezzi della casa in campagna dei miei nonni. Da piccolo mi rifugiavo spesso li, mi piaceva il fatto che fosse isolato e pieno di tutti quegli attrezzi con cui giocare, nelle mie fantasie quello era il mio castello o il rifugio da agente segreto. Ma adesso nel buono totale, illuminato dai soli fari dell’auto, è spettrale. Fermo l’auto, apro la porta del capanno e la blocco con un asse.
    
    Torno all’auto, apro il cofano e tiro fuori Samuele ancora svenuto. Lo trascino dentro, lo stendo a faccia in giù su un tavolo da lavoro, prendo delle funi che si trovano li, lo lego mani e piedi alle quattro estremità del tavolo, poi raccolgo da terra uno straccio lurido, glielo spingo in bocca e con del filo elettrico lo fisso.
    
    Mi siedo su una catasta di legna, e rimango li ad osservarlo, immobile e impassibile, immerso nel buio spezzato dai soli fari dell’auto che attraversano l’ambiente filtrando dalla porta lasciata aperta. Solo adesso comincio a sentire l’odore di chiuso e di vernice e muffa che riempie l’ambiente. Samuele comincia a muoversi lentamente, si sta svegliando. Appena riprende del tutto ...
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