1. Una mano in aiuto – prima parte


    Data: 16/01/2023, Categorie: Etero Incesti Sensazioni Autore: enea, Fonte: RaccontiMilu

    ... sarei tornato a casa. Quando rientravo poi mollava qualsiasi cosa stesse facendo e mi veniva incontro per abbracciarmi.
    
    Più volte le avevo fatto notare quanto le sue soffocanti attenzioni fossero eccessive per un ragazzo della mia età che, tra università, le ragazze e la passione sfrenata per le moto, non aveva più bisogno di quel tipo di figura materna. Più volte le avevo spiegato che mi vergognavo ad invitare gente a casa proprio a causa di quel suo comportamento.
    
    Lei, lì per lì faceva finta di capire, poi scoppiava in lacrime, mi chiedeva scusa e spariva in camera sua.
    
    Qualche ora dopo tornava in giro per casa come se nulla fosse e ricominciava a fare nuovamente la parte della mammina attenta.
    
    ‘Questa donna sta male’ – ripetevo a me stesso. Più volte mi sono chiesto se soffrisse di amnesia temporanea o se il troppo tempo passato da sola in casa l’avesse resa una persona così squilibrata.
    
    Molto presto i suoi comportamenti nonchè il suo rapporto con me sarebbero cambiati radicalmente.
    
    Per una serie di avvenimenti che non starò a raccontarvi mi ritrovai senza amici, senza una ragazza e, ciliegina sulla torta, vittima di un brutto incidente dal quale uscìi quasi illeso. Una sera, in moto, su una strada viscida, un’auto mi taglia la strada. Dopo aver rotolato per metri sull’asfalto, sono finito in ospedale con le braccia entrambe fratturate.
    
    Dopo essere stato dimesso, iniziò la convivenza a tempo pieno con Lea.
    
    Con braccia ingessate e dolori in ...
    ... tutto il corpo ero incapace di fare qualsiasi cosa in modo autonomo. Per Lea era stata una ghiotta occasione per sfogare al meglio le sue manie di dolce mammina e per diventare ulteriormente soffocante.
    
    Trovarsi solo in casa con Lea in quello stato era a dir poco angosciante.
    
    Il continuo ‘accendo la tv?’, ‘vuoi riposare?’, ‘come ti senti?’, ‘vuoi cambiare posizione sul letto?’, ‘hai fame?’ mi dava ai nervi. Arrivato al limite di sopportazione, pronto ad esplodere e a insultarla, Lea puntualmente spariva. Non credo fosse un caso, penso piuttosto che fosse capace di intuire al volo quando stavo per perdere la pazienza.
    
    Dopo i primi due giorni dall’inizio di quella convivenza forza era arrivato il momento delle pulizie.
    
    Mentre Lea era intenta a cambiare lenzuola e coperte nella mia stanza, io ero andato in bagno e, dopo essere riuscito a togliermi le mutande da solo, avevo preso una spugnetta e avevo iniziato a lavare quello che le braccia ingessate mi consentivano di lavare.
    
    Schiena, viso e torace erano rimasti fuori.
    
    Lea nel frattempo era entrata silenziosamente in bagno. Sentivo la sua presenza dietro di me, sapevo che mi stava guardando. Forse intuiva che un suo intervento non richiesto mi avrebbe fatto sbottare, o forse si era fermata ad ammirare il mio fisico e le mie ‘grazie’.
    
    Di fronte al fatto oggettivo di non riuscire a lavarmi completamente, deciso a mettere da parte l’orgoglio di maschio adulto, mi sono girato a guardarla con espressione ...