1. Traslochi


    Data: 02/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: aramis2, Fonte: Annunci69

    ... bianco aiutava a spegnere le fiamme.
    
    "E per dessert, frutta e panna."
    
    Olaf mise in tavola tre ciotoline, questa volta tra di noi, una di fragole, una di fettine di banana e una al centro con panna montata.
    
    "Quello che dobbiamo fare è immergere la fragola o la fetta di banana nella panna e darcela da mangiare a vicenda".
    
    "L'un l'altro?" Dissi, poi sorrisi. "Va bene. Se è quello che vuoi fare."
    
    "È quello che fanno mamma e papà, la loro relazione dura da più di trent'anni. Immagino che valga la pena provare per te e me."
    
    Immerse una fragola nella panna e me la presentò, io aprii la bocca e la feci scivolare dentro. Chiudendo la bocca assaggiai una delle sue dita, e solo allora me ne resi conto.
    
    "Me e te." Aveva detto me e te?
    
    Masticai lentamente quel bocconcino.
    
    "Ora fammelo tu." Disse.
    
    Presi la fragola, il mio cervello ruotava. Cosa stava succedendo. In cosa mi ero cacciato?
    
    Guardai Olaf mentre immergevo la fragola nella panna. Sorrideva. Un uomo gentile e a suo agio con cui stare. Mi aveva fatto sentire più che benvenuto lì. Lui ed io ci conoscevamo da più di cinque anni, da quando viveva accanto a me e Toni. Si era trasferito di nuovo un anno dopo, ma aveva mantenuto l'amicizia con frequenti visite. Era mio amico, non di Toni. Era così facile parlarci. Era così facile stare con lui. Un ragazzo così grosso e di bell'aspetto. Aveva preparato questa cena per noi. Aveva preparato tutte le mie cene, anche se non ne era obbligato. Mi aveva ...
    ... lasciato vivere con lui anche se non ero in grado di pagargli l'affitto e non lo sarei stato per un po' di tempo.
    
    Portai la fragola alle labbra di Olaf mentre lui le apriva per me. I suoi occhi si chiusero mentre gli depositavo la fragola in bocca e la masticava beatamente.
    
    Perché non me ne ero accorto? E ora che avevo... e adesso?
    
    Non puoi lasciare una relazione di otto anni e passare subito a un'altra. Ma dopotutto nell’anno precedente avevo visto più Olaf che Toni.
    
    "Adesso per la banana." Mi disse.
    
    Ne prese una fetta (come le carote e i fagiolini, erano state tagliate per il lungo ed erano lunghe circa tre centimetri, piatte da una parte e a semicerchio dall’altra, il lato piatto dava la possibilità di depositarvi la panna).
    
    Me la mise in bocca e di nuovo assaporai la pelle delle sue dita con le labbra. Lasciai che i miei occhi si chiudessero mentre masticavo e quando lo feci sentii l’altra sua mano sfiorami la guancia con il dorso, non rudemente, solo... teneramente.
    
    "Anche tua madre e tuo padre l'hanno fatto?"
    
    "Si." La sua voce morbida e roca. "Li ho sbirciati una volta quando avevo sei o sette anni. Pensai che non era stupido, pensavo fosse... un po 'speciale."
    
    "Speciale, sì." Sussurrai.
    
    Presi la fetta di banana, la immersi nella panna e la portai alla sua bocca. Mentre masticava, dissi, altrettanto dolcemente: "Sono sazio. Possiamo passare alla parte successiva adesso? Ora?"
    
    "Si."
    
    Sospirò.
    
    Il suo grande corpo era una meraviglia scolpita ...
«1...345...8»