1. Un pomeriggio di ordinaria troiaggine


    Data: 15/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo, Fonte: Annunci69

    Ormai sono una puttana, puttanella o puttanina, perché sono molto giovane, ma proprio nel senso letterale della parola.
    
    M. e T. si danno da fare, mi scopano e mi fanno scopare.
    
    Poi i maschi che lo sanno mi vengono a cercare anche da soli.
    
    Oggi sono al bar, sto giocando a flipper, c’è questo tizio accanto a me, da proprio la sensazione di aspettare.
    
    Tempo fa sono stato a casa sua, nel centro del paese, lì vicino, mi ci ha portato M. , gliel’ho preso in bocca a tutti e due e dopo mi hanno inculato, lui me l’ha anche un po’ toccato.
    
    Quando finisco di giocare si avvicina e mi dice che deve andare in bagno, “portamelo a pisciare”, testuali parole, che mi farà un regalo.
    
    Sono lì, titubante, vorrei dire di no, però poi ci vado.
    
    Prima il corridoio poi ci sono sei scalini da scendere, mi tiene una mano sulla spalla ed una sul culo, sono roba sua.
    
    Entriamo e chiude la porta col chiavistello.
    
    “Dai”.
    
    Slaccio i suoi pantaloni e glielo tiro fuori, non è la prima volta che faccio pisciare qualcuno, l’ho fatto fin da piccolo, piace soprattutto a T., lo fa spesso.
    
    È già balzotto, tenendolo con la mano destra lo dirigo verso il centro della tazza.
    
    La lascia andare, una pisciata lunghissima, pissssssssssss, mi bagno la mano.
    
    “Adesso menamelo… brava Polly”.
    
    Lo sego un po’, ora vuole che glielo prendo in bocca, anche se ha appena pisciato.
    
    Sospirando metto due salviette per terra e mi ci inginocchio sopra, ora ce l’ha bello duro, lo succhio.
    
    C’è ...
    ... ancora del piscio, mi finisce in bocca, è salato, una parte la devo mandare giù, è andata in gola e altrimenti mi strozzo, l’altra la sputo nella tazza, ma ne è rimasta poca.
    
    Vado avanti a succhiarlo, faccio avanti e indietro con la testa, mi aiuto anche con le mani.
    
    Mi accorgo che sta cambiando il tono del respiro, sta godendo, a momenti viene.
    
    Vorrei farlo sborrare fuori ma mi blocca per il collo, mi sborra in bocca, praticamente in gola, mi tiene lì finché non l’ho ingoiata tutta, finché non ha scolato l’ultima goccia. È parecchia, dal gusto indefinito, non cattivo.
    
    Conosco il sapore della sborra di mezzo paese e anche di più.
    
    Ora posso staccarmi, lui se lo guarda, è bello pulito e lo infila nei pantaloni.
    
    Mi rialzo, mentre usciamo mi allunga diecimila lire, magari a sua moglie dice che le ha perse.
    
    Andiamo nel bar, se la fila subito.
    
    Ora siamo soli io ed il barista, a quest’ora del pomeriggio c’è poca gente in giro.
    
    Lo saluto e sto per andarmene, mi ferma, lui sa benissimo cosa ho fatto nel cesso.
    
    “E no, troietta, lo sai che se fai queste cose nel mio bar mi devi dare qualcosa in cambio”.
    
    Uffa, ancora…
    
    Chiude a chiave, andiamo nel piccolo magazzino delle bibite, lo tira fuori, mi accovaccio e glielo prendo in bocca, appena è duro vuole il culo.
    
    Me lo immaginavo, non è la prima volta che mi scopa, sempre in questo modo, scopro il culo e mi appoggio alle casse delle bibite con la testa, allargo il buco con le mani, apro le natiche, si fa ...
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