1. Di chi altri , altrimenti?


    Data: 14/04/2022, Categorie: Etero Autore: Samael, Fonte: EroticiRacconti

    “Che intenzioni hai?”
    
    Me lo chiedi senza girarti, mentre continui a preparare la moka.
    
    Forse è per colpa del messaggio di ieri sera di quel tuo collega, che ti ho sognata lussuriosa e vogliosa delle sue attenzioni.
    
    L’incubo peggiore: tu che ti concedi a qualcuno che non sono io… ho cercato di dimenticare le immagini di quell’incubo, fingendo di continuare a dormire mentre sentivo che stavi scivolando fuori dal nostro letto.
    
    E anche se so che è solo il frutto del mio inconscio, la rabbia che mi è salita nel dover assistere a quelle immagini non passa.
    
    Quel tuo indecente, immorale alter ego onirico godeva, mentre la bocca di quell’orco si accaniva sul suo corpo… in preda alla follia più animalesca gli apriva le gambe mostrando la porta attraverso cui farla sua… profanando ciò che c’è di più sacro per me…
    
    È colpa tua!
    
    Della tua convinzione che un uomo voglia davvero essere amico di una donna… che tutti quelli che tu chiami amici non ti vorrebbero spogliare, assaggiare… e tu, inconsapevole, non ti accorgi di quanta voglia di possederti puoi suscitare nella mente di qualsiasi maschio.
    
    Colpa tua, se ho fatto quell’incubo… colpa tua se ho solo voglia di ricordarti a chi appartieni... a chi hai scelto d’appartenere!
    
    Colpa tua, ma non lo sai… e come ogni mattina, ancora avvolta dal tuo pigiama, prepari la tua moka.
    
    Ed il solo pensiero che fra meno di un’ora sarai vicino a quel cascamorto che si finge tuo amico mi rende davvero impossibile dimenticare ...
    ... le rabbiose sensazioni che mi ha lasciato quell’incubo.
    
    Le mie mani s’infilano sotto l’elastico dei pantaloni di quel pigiama. Lo stringo fra le dita, e con un colpo secco e deciso lo sforzo fino a slabbrarlo e renderlo totalmente inutile alla sua funzione di reggere quei pantaloni.
    
    “Che cazzo fai!?!” sbotti, quando senti quel “crack” improvviso, il rantolo finale di quell’elastico… Lo so: ho appena rotto il tuo pigiama preferito… ma era esattamente nelle mie intenzioni farlo.
    
    Come è mia intenzione non darti lo spazio per spostarti da quell’angolo.
    
    Non riceverai delle scuse , tantomeno delle spiegazioni.
    
    Non ti rispondo, e con forza ti piego a novanta su quel ripiano. La moka cade, caffè e acqua si spargono… è tutto così veloce, tutto avviene senza che tu possa opporti o renderti conto… e mentre guardo l’acqua gocciolare giù dal mobile, ti abbasso i pantaloni, scoprendoti solo il culo.
    
    “Queste non servono!” rompo anche le mutandine di pizzo, sostituendole con la mia mano.
    
    Toccarti la figa mi da sollievo… tastarla, massaggiarla… giocarci sentendola bagnarsi mi calma…
    
    Indugio avido con le dita sul tuo clitoride, gustandomi ogni tuo sospiro, ogni tuo impercettibile movimento… scomoda, in una posizione innaturale, costretta con la forza a non muoverti… eppure consapevole che le mie sole intenzioni sono quelle di farti godere…
    
    Con una mano cerchi il mio cazzo… ti sento tirare il cotone dei boxer per cercare di abbassarli.
    
    “Cosa cerchi?”
    
    Chiedo, ...
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