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La fiera degli orsi
Data: 20/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Colpevole76, Fonte: Annunci69
... tutto indolenzito e non ho sensibilità al mio buchetto. Mi infilo sotto la doccia per lavarmi, ancora ho sperma sulle labbra e continuo a giocare con labbra e lingua mentre allungo la mano dietro e sento il mio buco ancora completamente aperto, credo che me l’abbiano rotto, non ritornerà mai alle sue dimensioni originali, però non fa male, sta riprendendo sensibilità e mi sento ancora tanto eccitato, per lo meno mentalmente. Entra il mio amico nel bagno per portarmi un asciugamano e i miei vestiti, finisco, mi asciugo, mi rivesto ed vado nella sala dove sono tutti e tre chiacchierando tra di loro. Mi unisco a loro e chiacchieriamo un momento e tranquilli come se non fosse successo niente. Però ormai si è fatto tardi e domani tutti abbiamo il nostro lavoro e i nostri impegni, quindi “J” si alza per accompagnarmi, però il suo amico (quello grosso e pelato) si offre di accompagnarmi lui visto che intanto deve uscire per passare al bancomat. Per me è uguale, non cambia niente, quindi usciamo e mi accompagna all’albergo. Nel tragitto parliamo un po’, mi chiede se mi sono divertito e gli rispondo che mi è piaciuto moltissimo e che era la prima volta con tre uomini. Anche lui mi dice che era la prima volta, a volte è capitato due di loro con un terzo, però tutti insieme mai fino a questa volta con me. Gli chiedo anch’io se gli è piaciuto e mi risponde con un si prolungato e un po’ dubbioso. Ah, ok Quindi mi dice che ha un rimpianto, nel casino non ha ...
... trovato il suo turno ed ha potuto godere solo della mia bocca, non del mio culo, però va be’, sarà per la prossima volta. Effettivamente in quella GangBang e con la luce soffusa non riuscivo a rendermi conto chi avevo davanti e chi dietro. Però mi dispiaceva non aver provato anche lui, ero ancora abbastanza eccitato e pensavo e cercavo il modo di rimediare. Arrivati all’’albergo scendo e mi saluta, pero lo fermo e gli chiedo se può parcheggiare un attimo e salire in camera con me perché ho delle carte che avevo promesso a “J” Era una bugia, non dovevo dargli niente e se anche fosse gliele avrei potute dare l’indomani in fiera, però non fece nessun problema, parcheggiò e salimmo in camera. Quando entrammo mi avvicinai alla scrivania e mi misi a frugare tra le scartoffie che avevo in valigia, pensando ad un modo per passare all’azione. Però non c’è stato ne bisogno e neanche tempo. Prende lui l’iniziativa, da dietro mi avvolge con le braccia, si poggia col petto e spingendomi col bacino contro la scrivania mi dice: “perché aspettare alla prossima volta?” Rispondo: “è quello che pensavo anch’io” Lui: “l’avevo capito, sei insaziabile e io ho ancora qualcosa da dare e da prendere” Mi giro e mi inchino velocemente, gli sbottono e abbasso i pantaloni, è appena barzotto, ma so io come risolvere. Inizio con dei colpetti di lingua nel frenulo che fanno subito effetto, in un attimo è dritto, duro e pronto all’uso, però è impaziente, mi prende la testa ...